ANNO CATECHISTICO 2018-2019

Sono aperte le iscrizioni al nuovo anno di catechismo 2018/2019, per la Prima Comunione e per le Cresime. Rivolgersi presso la segreteria parrocchiale il martedì e il giovedì dalle 9,30 alle 11,30 per richiedere il modulo d’iscrizione, oppure è possibile scaricarlo dal sito della Parrocchia – “sezione catechesi”

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MOMENTI DI GRAZIA!

Lo scorso 26 maggio, a conclusione dei festeggiamenti per san Camillo, e il 3 giugno, la nostra comunità ha vissuto due momenti molto intensi: sabato 26 maggio la Pentecoste parrocchiale con il conferimento del Sacramento della Cresima a 14 nostri ragazzi, e il 3 giugno la prima comunione per 31 ragazzi!

Più che la conclusione di un percorso, un punto di partenza, che ha reso i più piccoli ufficialmente amici di Gesù, e i più grandi testimoni del suo Amore.

Auguri, di santità a tutti!

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CONCLUSIONE TRIDUO IN PREPARAZIONE ALLA FESTA DI SAN CAMILLO

SI è concluso giovedì 24 maggio il triduo in preparazione alla festa di san Camillo, guidato da padre Germano Santone camilliano, che ci ha guidato in un percorso di conoscenza della figura di san Camillo e della sua spiritualità: desiderio, amore, attenzione i punti focali di questo cammino, messi in evidenza dal predicatore, per andare all’essenza dell’esperienza spirituale di Camillo, che nella sua vita di conversione ha posto la sua attenzione sui sofferenti immagine del Cristo vivente.

 

“Canta, prega, ama!”. Le Reginelle in concerto.

“Canta, Prega, Ama” è il titolo del Concerto proposto da “Le Reginelle” che hanno eseguito un repertorio di Musica Sacra, compreso tra il 1500 e il 1600, non a caso, in quanto è il periodo in cui il nostro San Camillo era in piena attività, anche lui era solito chiamare al capezzale dei malati, musici, per allietarli, una sorta di musico-terapia. Il concerto si inserisce nel calendario delle celebrazioni per la festa di San Camillo.

“I DISTURBI ALIMENTARI, PREVENZIONE E INFORMAZIONE” Incontro con Nadia Accetti

“I disturbi alimentari: prevenzione e informazione”

Coinvolgente è stata la testimonianza di Nadia Accetti, Presidente dell’Associazione “Donna Donna Onlus”, autrice della “colorata” mostra fotografica allestita negli ambienti della parrocchia e aperta al pubblico dal 20 al 27 maggio.

Peculiarità del lavoro, che ricorda e propone le informazioni utili sulla malattia redatte da esperti, è la presenza di un percorso ecumenico e interreligioso proprio per sottolineare la gravità di questo male che non conosce bandiere, politiche o religiose e che l’unità e la riconciliazione sono l’unica via per vincere!

La mostra realizzata anche con le foto del calendario e con ritratti d’autore, vede coinvolte oltre 700 donne di tutte le età, etnie, religione e condizione sociale. Le protagoniste degli scatti, Donne dell’Arma dei Carabinieri, Ricercatrici dell’Istituto Superiore di Sanità, Giornaliste, Mamme, Suore, Studentesse, Donne Migranti, hanno prestato la loro immagine per sostenere il messaggio di vita e di speranza sotto una pioggia di rose rosse che sono il simbolo dell’Associazione.

Tra le tante istituzioni che sostengono il progetto anche il Ministero della Salute, il Ministero dell’Istruzione, l’Istituto Superiore di Sanità, Istituto Nazionale Migranti e nuove Povertà, Vicariato di Roma, UNITALSI Roma e con la straordinaria partecipazione dell’ Arma dei Carabinieri.

Abbiamo voluto proporre un’immagine femminile in cui protagonista è la libertà: la libertà e il coraggio di essere se stesse, con tutte le proprie fragilità; di rappresentare innanzitutto la gioia di vivere e di testimoniare la bellezza oltre gli stereotipi, che non ha peso né età”.

Al termine della conferenza, la signora Accetti ha illustrato personalmente la mostra anche ai bambini iscritti al corso di catechismo della Parrocchia.

DIPENDENZE E NUOVE DIPENDENZE DAL MITO AL REATO

E’ stato questo il titolo della conferenza sul tema delle dipendenze inserito nella programmazione dei festeggiamenti di San Camillo de Lellis presso l’omonima Basilica parrocchiale, che ha avuto luogo martedì 22 maggio.

Ne hanno parlato il commissario Gaetano Marsala 

del commissariato di zona della Questura di Roma e la psicologa Sofia Massei. L’obiettivo dell’incontro era creare una sempre più ampia e attenta sensibilizzazione su tutte le spinose emergenze della dipendenza, che spaziano dall’alcol, alle droghe, dalla ludopatia, all’uso patologico di internet (web mania). Il Commissario ha illustrato l’attuale situazione relativa ai diversi tipi di reati commessi da parte di chi promuove l’utilizzo di sostanze stupefacenti sottolineando le conseguenze dirette o indirette nelle quali può incorrere chi ne fa uso.

L’intervento della psicologa si è incentrato sulla relazione tra la percezione, i vissuti e i comportamenti messi in atto da parte di chi soffre a causa di disturbi da dipendenza. Si è così tentato di definire i principi essenziali del concetto di dipendenza esplicitandone, per quanto possibile, i meccanismi. Tre i tipi di disturbi presi in considerazione: quello da abuso di alcol, l’altro, oggi assai diffuso, da gioco d’azzardo, e il terzo dovuto ad un uso patologico di internet. La psicologa ha fornito una panoramica relativa ai principali fattori di rischio e di prognosi per lo sviluppo di una dipendenza, richiamando la letteratura scientifica e ai principali manuali diagnostici (DSM-5, ICD-10). Come intervenire? Tramite la prevenzione in caso di prime tenui manifestazioni del disturbo, oppure tramite iter terapeutici nel caso dello sviluppo di invalidanti difficoltà di ordine emotivo e/o comportamentale.  Le indicazioni più immediate consistono nello stabilire delle relazioni significative sane in famiglia, a scuola e negli enti di socializzazione. Queste scelte risultano un fattore protettivo fondamentale.

Un messaggio di impegno, speranza e fiducia che trova sintesi espressiva in una riflessione di San Giovanni Bosco.  Nonostante possiamo aver vissuto difficoltà di vario tipo, tutta la nostra sofferenza può essere trasformata in forza e fornirci abilità con le quali orientare la nostra vita: “Le spine che ci pungono nel tempo, saranno fiori per l’eternità”.

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I campi profughi fuori e dentro dall’Italia: situazione attuale

La situazione dei campi profughi al di fuori dell’Italia, Palestinesi, Siriani, Iracheni: I RIFUGIATI IN LIBANO
Roma, 21 Maggio 2018 ore 16,30
A via Aureliana 50 nella sede della Chiesa di San Camillo, è partito il progetto di Annas Linnas Italia presentato da Annabella d’Elia in un incontro pubblico sul tema dei profughi, per raccontare una verità senza filtri che dia il quadro della situazione in Italia e in quei Paesi che oggi sono tra i protagonisti della nostra iniziativa.
Un progetto ampio, di inclusione e soprattutto di divulgazione, per conoscere la realtà dei campi profughi in Libano, in Siria insieme al grande tema dell’accoglienza in Italia. Un segnale di apertura in un momento segnato dal terrore e dall’acuirsi delle guerre, riportando anche il messaggio di Foad Aodi della CILR che l’ignoranza e il pregiudizio sono uno stimolo maggiore ad andare avanti.
Padre Abdo Raad della chiesa melchita orientale e rappresentante di Annas Linnas Libano ha raccontato la situazione dei profughi in Libano. Persone senza diritti e grande povertà. Una situazione difficile, al momento impossibile da gestire. Annas Linnas in Libano accede in quei luoghi dove ormai nemmeno le associazioni internazionali danno sostegno perché i numeri da gestire sono ingenti. 450.000 profughi palestinesi, distribuiti in 12 campi, oltre un milione e mezzo di profughi siriani e poi gli iracheni, persone a cui non è riconosciuto nemmeno il titolo di profugo. Tutti condensati in circa 10.000 km quadrati che è l’estensione del Libano. Qual è la soluzione? L’unica soluzione è soltanto quella di mettere fine alla guerra in tutta l’area per dare dignità alle popolazioni.
La giornalista free lance Alessandra Mulas invece ha narrato la situazione in SIRIA con le sue esperienze dirette nei campi profughi dislocati in prossimità di Damasco. Oltre 80 gruppi interni, 5 milioni e mezzi di rifugiati, 60.000 persone morti sotto torture, intere città bombardate e rase al suolo da parte di ISIS. Il messaggio principale che ci ha voluto lasciare è che tutti i profughi siriani vorrebbero rimanere nel loro paese e soprattutto che finisca l’esportazione di armi e mine italiane.
Oltre 66 milioni di profughi nel mondo di cui solo lo 0,3% in Europa sono i numeri presentati dall’avvocata Caterina Boca di Caritas Italiana. Una panoramica avvincente e precisa sulla definizione di profugo, sfollato, asilo politico e di quanto l’Italia sia avanti nella legislazione rispetto anche ad alcuni Paesi Europei. Tanto il nostro Paese è avanti su questo tema, quanto invece dovrebbe lavorare di più nel mettere ordine nell’integrazione che genera anche lavoro per gli italiani stessi.
Il progetto dei Corridoi Umanitari ci viene raccontato da Valeria Guterrez. Un grande il lavoro della Comunità di Sant’Egidio insieme alla Chiesa Valdese ed Evangelica. Un esempio prezioso, un lavoro difficile ma con grandi risultati per i 1000 profughi che fanno parte del progetto. Il Governo Italiano ha fortemente collaborato per la realizzazione mettendo però dei vincoli: nessun onere dal punto di vista economico e che i profughi non debbano lasciare l’Italia. Grande è stata la solidarietà nell’accogliere le persone selezionate, il cui criterio per la scelta è l’essere vulnerabili e quindi persone malate, mutilate, donne con bambini. Sono accolti presso famiglie, parrocchie, associazioni, congregazioni religiose. Un grande messaggio che proviene da questa esperienza è che l’accoglienza diffusa è lo strumento per superare la paura e che chi ha accolto ha avuto un nuovo slancio spirituale.
Un grazie a tutti i partecipanti, in primis a padre Sergio che ci ha ospitati presso la sua parrocchia, ai membri organizzatori di Annas Linnas: Annabella D’Elia, Maria Dalla Francesca, Alessandra Mulas e P. Abdo RAAD, e poi un grazie a tutti i presenti, specialmente: alle Figlie della Carità, Uniti per Unire, Mameli 7, Mura Latine, Domus Giuventutis, DonnaDonna Onlus, amici del Libano e dell’Italia, e tutti i parrocchiani di San Camillo.