E’ stato questo il titolo della conferenza sul tema delle dipendenze inserito nella programmazione dei festeggiamenti di San Camillo de Lellis presso l’omonima Basilica parrocchiale, che ha avuto luogo martedì 22 maggio.

Ne hanno parlato il commissario Gaetano Marsala 

del commissariato di zona della Questura di Roma e la psicologa Sofia Massei. L’obiettivo dell’incontro era creare una sempre più ampia e attenta sensibilizzazione su tutte le spinose emergenze della dipendenza, che spaziano dall’alcol, alle droghe, dalla ludopatia, all’uso patologico di internet (web mania). Il Commissario ha illustrato l’attuale situazione relativa ai diversi tipi di reati commessi da parte di chi promuove l’utilizzo di sostanze stupefacenti sottolineando le conseguenze dirette o indirette nelle quali può incorrere chi ne fa uso.

L’intervento della psicologa si è incentrato sulla relazione tra la percezione, i vissuti e i comportamenti messi in atto da parte di chi soffre a causa di disturbi da dipendenza. Si è così tentato di definire i principi essenziali del concetto di dipendenza esplicitandone, per quanto possibile, i meccanismi. Tre i tipi di disturbi presi in considerazione: quello da abuso di alcol, l’altro, oggi assai diffuso, da gioco d’azzardo, e il terzo dovuto ad un uso patologico di internet. La psicologa ha fornito una panoramica relativa ai principali fattori di rischio e di prognosi per lo sviluppo di una dipendenza, richiamando la letteratura scientifica e ai principali manuali diagnostici (DSM-5, ICD-10). Come intervenire? Tramite la prevenzione in caso di prime tenui manifestazioni del disturbo, oppure tramite iter terapeutici nel caso dello sviluppo di invalidanti difficoltà di ordine emotivo e/o comportamentale.  Le indicazioni più immediate consistono nello stabilire delle relazioni significative sane in famiglia, a scuola e negli enti di socializzazione. Queste scelte risultano un fattore protettivo fondamentale.

Un messaggio di impegno, speranza e fiducia che trova sintesi espressiva in una riflessione di San Giovanni Bosco.  Nonostante possiamo aver vissuto difficoltà di vario tipo, tutta la nostra sofferenza può essere trasformata in forza e fornirci abilità con le quali orientare la nostra vita: “Le spine che ci pungono nel tempo, saranno fiori per l’eternità”.

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