Nei giorni scorsi è stata pubblicata la prima Esortazione apostolica di Papa Leone XIV dal titolo “Dilexi Te” (ti ho amato). Un lavoro che si colloca in continuità con ciò che Papa Francesco aveva iniziato sul tema del servizio ai poveri. Sono tante le povertà e le malattie che caratterizzano il nostro tempo. Nell’Esortazione Papa Leone ci ricorda che i poveri sono il centro della Chiesa e al n° 50 menziona anche il nostro San Camillo: “Contemporaneamente, San Camillo de Lellis fondò l’Ordine dei Ministri degli Infermi – iCamilliani – facendo sua la missione di servire i malati con totale dedizione. La sua regola comanda: «Ognuno domandi grazia al Signore che gli dia un affetto materno verso il suo prossimo acciocché possiamo servirlo con ogni carità così dell’anima, come del corpo, perché desideriamo con la grazia di Dio servire a tutti gl’infermi con quell’affetto che suol avere una amorevole madre per il suo unico figliuolo infermo». Negli ospedali, nei campi di battaglia, nelle prigioni e nelle strade, i Camilliani hanno incarnato la misericordia di Cristo Medico. Prendendosi cura dei malati con affetto materno, come una madre si prende cura del suo bambino, molte donne consacrate hanno svolto un ruolo ancora più diffuso nell’assistenza sanitaria ai poveri”.
Papa Leone ha affermato “avendo ricevuto come in eredità questo progetto, sono felice di farlo mio -aggiungendo alcune riflessioni – e di proporlo ancora all’inizio del mio pontificato, condividendo il desiderio dell’amato Predecessore che tutti i cristiani possano percepire il forte nesso che esiste tra l’amore di Cristo e la sua chiamata a farci vicini ai poveri”.
Ancora una volta ha segnalato come la povertà non è solo quella materiale. Ma è anche generata da esclusione, mancanza di diritti, istruzione, dignità, libertà e opportunità e quindi può essere materiale, morale, spirituale, culturale e sociale. Ricordando il tema della cultura dello scarto denuncia l’economia che concentra la ricchezza uccide la speranza. E ci ricorda che la felicità non deriva da una vita agiata. L’esistenza non può dipendere a tutti i costi, anche a scapito degli altri, dalla ricchezza e dal successo.
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