I campi profughi fuori e dentro dall’Italia: situazione attuale

La situazione dei campi profughi al di fuori dell’Italia, Palestinesi, Siriani, Iracheni: I RIFUGIATI IN LIBANO
Roma, 21 Maggio 2018 ore 16,30
A via Aureliana 50 nella sede della Chiesa di San Camillo, è partito il progetto di Annas Linnas Italia presentato da Annabella d’Elia in un incontro pubblico sul tema dei profughi, per raccontare una verità senza filtri che dia il quadro della situazione in Italia e in quei Paesi che oggi sono tra i protagonisti della nostra iniziativa.
Un progetto ampio, di inclusione e soprattutto di divulgazione, per conoscere la realtà dei campi profughi in Libano, in Siria insieme al grande tema dell’accoglienza in Italia. Un segnale di apertura in un momento segnato dal terrore e dall’acuirsi delle guerre, riportando anche il messaggio di Foad Aodi della CILR che l’ignoranza e il pregiudizio sono uno stimolo maggiore ad andare avanti.
Padre Abdo Raad della chiesa melchita orientale e rappresentante di Annas Linnas Libano ha raccontato la situazione dei profughi in Libano. Persone senza diritti e grande povertà. Una situazione difficile, al momento impossibile da gestire. Annas Linnas in Libano accede in quei luoghi dove ormai nemmeno le associazioni internazionali danno sostegno perché i numeri da gestire sono ingenti. 450.000 profughi palestinesi, distribuiti in 12 campi, oltre un milione e mezzo di profughi siriani e poi gli iracheni, persone a cui non è riconosciuto nemmeno il titolo di profugo. Tutti condensati in circa 10.000 km quadrati che è l’estensione del Libano. Qual è la soluzione? L’unica soluzione è soltanto quella di mettere fine alla guerra in tutta l’area per dare dignità alle popolazioni.
La giornalista free lance Alessandra Mulas invece ha narrato la situazione in SIRIA con le sue esperienze dirette nei campi profughi dislocati in prossimità di Damasco. Oltre 80 gruppi interni, 5 milioni e mezzi di rifugiati, 60.000 persone morti sotto torture, intere città bombardate e rase al suolo da parte di ISIS. Il messaggio principale che ci ha voluto lasciare è che tutti i profughi siriani vorrebbero rimanere nel loro paese e soprattutto che finisca l’esportazione di armi e mine italiane.
Oltre 66 milioni di profughi nel mondo di cui solo lo 0,3% in Europa sono i numeri presentati dall’avvocata Caterina Boca di Caritas Italiana. Una panoramica avvincente e precisa sulla definizione di profugo, sfollato, asilo politico e di quanto l’Italia sia avanti nella legislazione rispetto anche ad alcuni Paesi Europei. Tanto il nostro Paese è avanti su questo tema, quanto invece dovrebbe lavorare di più nel mettere ordine nell’integrazione che genera anche lavoro per gli italiani stessi.
Il progetto dei Corridoi Umanitari ci viene raccontato da Valeria Guterrez. Un grande il lavoro della Comunità di Sant’Egidio insieme alla Chiesa Valdese ed Evangelica. Un esempio prezioso, un lavoro difficile ma con grandi risultati per i 1000 profughi che fanno parte del progetto. Il Governo Italiano ha fortemente collaborato per la realizzazione mettendo però dei vincoli: nessun onere dal punto di vista economico e che i profughi non debbano lasciare l’Italia. Grande è stata la solidarietà nell’accogliere le persone selezionate, il cui criterio per la scelta è l’essere vulnerabili e quindi persone malate, mutilate, donne con bambini. Sono accolti presso famiglie, parrocchie, associazioni, congregazioni religiose. Un grande messaggio che proviene da questa esperienza è che l’accoglienza diffusa è lo strumento per superare la paura e che chi ha accolto ha avuto un nuovo slancio spirituale.
Un grazie a tutti i partecipanti, in primis a padre Sergio che ci ha ospitati presso la sua parrocchia, ai membri organizzatori di Annas Linnas: Annabella D’Elia, Maria Dalla Francesca, Alessandra Mulas e P. Abdo RAAD, e poi un grazie a tutti i presenti, specialmente: alle Figlie della Carità, Uniti per Unire, Mameli 7, Mura Latine, Domus Giuventutis, DonnaDonna Onlus, amici del Libano e dell’Italia, e tutti i parrocchiani di San Camillo.

PROGRAMMA PER IL MESE DI MAGGIO

 

Nelle domeniche di maggio, al termine della Messa delle 11,30, nel cortile di Via Sallustiana, si terrà il “Mercatino del dolce”: un’opportunità per acquistare e poter degustare i dolci preparati da alcuni parrocchiani e contribuire così alle spese della riapertura del cortile.

Dal lunedì al sabato recita del Rosario alle ore 17,30Il Martedì e il Venerdì Rosario Meditato.

Sabato 5 Maggio alle 16,30, Preghiera Comunitaria, animata dal gruppo “Luigina Sinapi”.

Lunedì 7 maggio, alle 16,30, presso la Sala Sacro Cuore, Conferenza: “Guardia d’Onore al Sacro Cuore di Gesù: storia, mezzi e pratiche”. Entrata da V. Aureliana, 50.

Giovedì 10 Maggio, alle 18,30, Concerto di Clarinetti eseguito dagli allievi del Conservatorio di S. Cecilia di Roma.

Sabato 19 Maggio alle 16,00Adorazione Eucaristica e Santo Rosario. Il momento di preghiera verrà animato dal gruppo Regina Pacis, a seguireMessa per i Malati.

La Solennità di San Camillo verrà celebrata Venerdì 25 maggio alle 19,00,con iniziative a partire da lunedì 21. Seguirà programma dettagliato.

Sabato 26 Maggio, 14 ragazziriceveranno da Mons. Gianrico Ruzza, il Sacramento della Confermazione.

Giovedì 31 maggio alle ore 19,00, Solenne Concelebrazione.

NB: Su questo sito nella parte dedicata ai progetti  e sulle bacheche in chiesa troverete le modalità per contribuire alla riapertura del nostro cortile interno.

 

“TRUFFA AGLI ANZIANI E SICUREZZA IN CASA”

MERCOLEDIì 11 APRILE 2018 h 16:30

presso Sala Sacro Cuore

(entrata su Via Aureliana, 50)

 

“le truffe agli anziani si basano su un punto difficile da risolvere: tendono a colpire le persone più deboli, quelle che non riescono a difendersi e a risolvere le soluzioni che a un cinquantenne possono sembrare banali”

incontro formativo su

“TRUFFA AGLI ANZIANI E SICUREZZA IN CASA

Incontro formativo tenuto dalla Polizia di Stato del Commissariato di Via Toscana

 

 

VIA CRUCIS ECUMENICA

 

Signore Gesù vogliamo ripercorrere con te la strada che ti ha condotto al Calvario.

Tu hai accettato di soffrire e di morire per noi, per la nostra salvezza.
Quella famosa sera, quando era ormai giunta la tua ora, dicesti a Pietro, Giacomo e Giovanni, i discepoli da te particolarmente amati: “Alzatevi, andiamo.”

Quella sera non eri solo tu a dover andare verso l’adempimento della volontà del Padre, ma anche loro con te. Anche a noi tu dici: “Alzatevi, andiamo.”

Noi vogliamo seguirti fidandoci di te.

Sarai tu ad accompagnarci nel cammino, fino alla meta che tu solo conosci”.

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